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Più autonomi sul lavoro, più soddisfazione e benessere, maggiore produttività
Quanti si sentono frustrati da un lavoro ripetitivo, che offre poca soddisfazione, o da un'organizzazione aziendale fortemente gerarchica e direttiva ove non c'è spazio per la creatività, la compartecipazione alla definizione delle modalità operative attraverso le quali raggiungere meglio gli obiettivi o una migliore efficienza? Egualmente quanti si sentono costretti da schemi eccessivamente rigidi, scarsa flessibilità della organizzazione del lavoro, anche in termini di orari oltre che di un margine accettabile di autonomia nello svolgimento dell'attività lavorativa? Da molti anni si sono sviluppate teorie e scritti migliaia di volumi sui vari modelli di organizzazione aziendale per assicurare maggiore efficienza e produttività, così gli psicologi del lavoro e gli esperti in gestione delle risorse umane si sono affannati in studi e ricerche per studiare e stendere ricette su come migliorare l'ambiente di lavoro e motivare al meglio dipendenti e collaboratori; eppure dirigenti e top management pur frequentando corsi a ripetizione e aggiornandosi su corpose dispense sempre hanno quasi ovunque preferito metodi fortemente direttivi ed estremamete gerarchici. Su Psicologia del lavoro, riferisce Massimo Sozzi (riprendendo un articolo di Miriam Cesa su Il Sole 24 ore che richiama uno studio svolto da ricercatori canadesi a livello internazionale), di un ulteriore conferma di come vi sia una forte correlazione fra autonomia e soddisfazione sul lavoro che influenza positivamente il livello della produttività aziendale. La nozione di autonomia in ambito del lavoro è condizionata dai fattori culturali propri dei singoli contesti. "Dalla possibilità di scegliere dipende la soddisfazione dei lavoratori" per i quali quindi il livello di soddisfazione sul posto di lavoro è direttamente in relazione con l'autonomia che a loro viene concessa rispetto alle decisioni che essi possono assumere nell'ambito lavorativo e "dal sentirsi responsabili per le scelte effettuate". "L'autonomia porta a una migliore produttività soprattutto quando il lavoro è complesso e richiede creatività – spiegano i ricercatori canadesi -. Ma anche in un lavoro basato sulla routine, sebbene l'autonomia non riesca ad avere molto impatto sulla produttività, può comunque aumentare la soddisfazione, il che porta ad altri risultati positivi. Quando la direzione aziendale prende decisioni su come organizzare il lavoro, deve sempre tenere presente l'effetto positivo dell'autonomia sulle persone ". La libertà nelle scelte può avere modalità diverse: ad esempio, i dirigenti possono consentire ai dipendenti di impostare i loro programmi, di scegliere come svolgere il loro lavoro o anche di lavorare da casa. "Non importa come viene definita l'autonomia - spiegano gli studiosi -: quando le persone sentono di avere libertà di scelta i risultati sono impressionanti. I potenziali benefici sono un maggior rispetto dei propri impegni, migliori prestazioni e maggiore produttività". Si diceva che la ricerca è stata svolta a livello internazionale, infatti Il concetto di autonomia, , varia da cultura a cultura: ciò che le persone di un determinato Paese percepiscono come libertà sul posto di lavoro, può essere invece intesa da soggetti di altre culture come semplice disorganizzazione. " Non esiste una ricetta unica di autonomia lavorativa – viene spiegato -. Stiamo cercando di analizzare come i diversi tipi di leadership influenzano la motivazione dei dipendenti, e se determinati comportamenti in Paesi diversi hanno lo stesso effetto. Per esempio, in alcune culture, i responsabili non possono chiedere il parere ai propri subalterni, perché questo li farebbe apparire deboli. E così i manager in questi ambienti devono trovare altri modi per far sentire i lavoratori autonomi". Per cui occorre tenere presente sempre il contesto culturale in cui si opera e in realtà lavorative ove sempre più sono presenti lavoratori immigrati, con delle mentalità molto diverse è quindi rilevante comprendere rispetto alle convinzioni proprie della propria cultura di provenienza. I ricercatori canadesi stanno ora conducendo analisi della leadership in diversi paesi, compresi Cina e Italia, per conoscere più a fondo come le diverse culture percepiscano l'autonomia sul posto di lavoro. "La percezione di autonomia ha effetti molto positivi sui lavoratori - continua Gagné - ma non si possono esportare i metodi in uso in Nord America e pretendere che abbiano il giusto effetto su qualunque lavoratore. Anche in Canada i metodi per dare autonomia ai lavoratori devono essere costantemente ripensati, dato che il Paese sta diventando sempre più multiculturale"». Ecco, sta quindi ai dirigenti, e quindi entra qui in gioco la loro professionalità e capacità di scegliere le modalità più appropriate nell'ambito dell'organizzazione del lavoro, per fare sentire i lavoratori responsabili, in grado di compiere scelte autonome rispetto ai loro ruoli ed agli obiettivi che l'impresa deve raggiungere. * M. Gagné e D, Bhave (Concordia's John Molson School of Business - Canada), "Human Autonomy in Cross-Cultural Context: Perspectives on the Psychology of Agency, Freedom, and Well-Being" |






