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Omosessualità femminile |
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Le star sembrano viverla bene, ma in realtà conviverci non è facile per tutte; i dubbi, le pressioni sociali, il peso dell'educazione possono creare grosse difficoltà di visibilità o accettazione. La Storia pubblica del lesbismo, a differenza di quella dei gay, è abbastanza recente, e, con lo svilupparsi e il progredire del movimento femminista, solo negli anni ottanta, le donne hanno cominciato ad affermare il diritto di amare altre donne e a non essere considerate delle "malate". Nell'antica Grecia l'omosessualità femminile, accanto anche a quella maschile, assumeva una funzione di grande importanza dal punto di vista pedagogico, e rappresentava un passaggio dal mondo infantile a quello adulto, durante il quale la giovane veniva educata e preparata al matrimonio e ad una delle funzioni più importanti per i Greci: la procreazione. Ben diversa è stata successivamente l'evoluzione dell'omosessualità femminile (ma anche di quella maschile) ritenendola per anni una perversione o l'espressione di una malattia mentale e/o cromosomica. Solamente nel 1974, l'APA, l'America Association Psichiatric ha eliminato l'omosessualità dall'elenco delle psicopatologie e lasciando solamente l'omosessualità egodistonica, cioè a quella forma di omosessualità a cui appartenevano uomini o donne che non solo amavano persone dello stesso sesso ma esse stesse desideravano cambiarlo. Solo più tardi si è giunti alla conclusione che il lesbismo è una possibilità inscritta nel percorso di vita di molte donne, nel patrimonio relazionale, ed è da considerare una normale variante della vita sessuale. Per molti aspetti l'omosessualità femminile appare socialmente meno inquietante di quella maschile, probabilmente per semplice retaggio culturale o per ruoli biologici, purtroppo la nostra società, seppur un po'più evoluta nell'ultimo decennio, continua ad essere omofobica ed eterosessista e in essa alberga, ancora, la convinzione che l'eterosessualità rappresenti l'unico status individuabile ed auspicale. La discriminazione istituzionalizzata rappresenta il primo input all'omofobia interiorizzata, contribuendo alla formazione di una immagine negativa di se. E' incredibile come molti terapeuti che sono ancora convinti di "curare" l'omosessualità, rinforzando un comportamento eterosessuale che ritengono più accettabile, trasferendo sulla paziente un atteggiamento di disapprovazione che ha rinforzato, il più delle volte, negativamente il comportamento omosessuale delle pazienti. La società sembra non voler capire che due donne formano una coppia per gli stessi motivi che, generalmente, spingono le donne eterosessuali a farlo: cioè soddisfare i bisogni di amore, sostegno e sessualità in un percorso graduale e progressivo imperniato su di un profondo equilibrio tra intimità emozionale ed individualità. Il tratto che colpisce della coppia lesbica, è in effetti la sua intensità affettiva. Ogni emozione – l'amore, l'estasi, il desiderio, l'odio, la gelosia, la rabbia – si esprime in un modo che può apparire smisurato, perfino irrazionale. Questo aspetto un po' drammatico della coppia femminile si integra perfettamente in un vecchio stereotipo sulle donne in generale: lasciate a se stesse, rivelano la loro natura isterica ed "irrazionale". Se non vi è un uomo a farle "ragionare" sono completamente dominate dalle loro emozioni. Questa visione delle donne non è che una riduzione di un fenomeno ben più complesso; ciò che succede tra donne, non è tanto il fatto che i sentimenti siano eccessivi... è che vengono espressi cosa che non avviene di solito nella coppia eterosessuale, o nella società nel suo insieme. Non è assolutamente vero che le donne abbiano un "eccesso" di emozioni, ma che loro ne parlano più degli uomini quando ne hanno la possibilità. Per le due donne della coppia perde molta importanza mantenere il ruolo di genere e l'affinità che viene a crearsi è senz'altro superiore a quella di coppie eterosessuali o gay. Per concludere, vorrei riportare qui una parte di una intervista fatta a Gianna Nannini a commento del film "Viola di mare", perché profondamente in linea con ciò che penso dell'Amore, al di là di ogni etichetta, al di là di ogni stereotipo: Fonte: dott.ssa Barbara Fasano |







Dopo la dichiarazione d'omosesssualità di Lindsay Lohan, l'omosessualità femminile tende sempre più spesso ad essere ostentata.