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Esiste l‘anima gemella?

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Scritto da Administrator   

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Cosa accade nel nostro cervello
quando scegliamo l'anima gemella?
E' solo una questione di chimica neutrale
o la nostra psiche ha un peso specifico?

Nella scelta di un'anima gemella sicuramente c'è un'attivazione dei circuiti neuronali: in primis quelli della serotonina, e ancor di più quelli della dopamina.
Questi due neurotrasmettitori sarebbero rispettivamente responsabili d'umore altalenante ed euforia che si percepiscono durante l'innamoramento. Ma tale chimica neuronale, non è sufficiente a spiegare la complessità di sentimenti e di stati d'animo, che proviamo nel momento in cui ci innamoriamo o scegliamo il partner. Aspetti e componenti più strettamente psicologiche rivestono un peso maggiore e più specifico. Anzi tali aspetti e componenti sono responsabili di una maggiore o minore attivazione dei neurotrasmettitori.

 

Quanto pesano le nostre esperienze personali sulla scelta della persona di cui ci innamoriamo?

Le esperienze personali passate, soprattutto quelle dell'infanzia, che chiamerei copioni affettivi, pesano molto nelle scelte sentimentali attuali. Infatti, nella scelta del partner noi cerchiamo, principalmente, qualcosa, di più o meno rimosso, della nostra primaria figura affettiva: madre, padre o altra figura primaria d'accudimento

Nella fase edipica, individuata dalla psicanalisi nella nostra infanzia, inconsciamente, la bambina sceglie come partner il padre ed il bambino, la madre.
Importante è che questa scelta relazionale sia positiva e soddisfacente, al fine di poter scegliere, da adulti un partner che possegga gli aspetti positivi dei nostri genitori.

Infatti nell'amore noi non vogliamo solo trovare qualcosa dell'amore originario verso i nostri genitori, ma perseguiamo anche una compensazione di ciò che non abbiamo avuto o di cui ci si è stato privato durante l'infanzia da genitori non attenti alle nostre esigenze affettive, o talvolta addirittura ostili o qualche volta anche cattivi nei nostri confronti. Conseguentemente chiediamo al nostro amore, in maniera più o meno conscia, di provvedere a riempire i vuoti affettivi del nostro passato o a porre rimedio alle ferite affettive infertici. Ciò può portare a fare scelte sbagliate ed nel tentativo di riparare sempre di più si finisce col continuare ad errare nelle proprie scelte sentimentali.

Una premessa: ci innamoriamo di una persona solo quando incontrandola abbiamo già dentro di noi una sua immagine idealizzata. Prima costruiamo questa immagine e poi la proiettiamo sull'altro. Quindi non amiamo ciò che è, ma ciò che immaginiamo essere. Nel colpo di fulmine questa proiezione di un'immagine interiore del nostro partner
ideale viene fuori violentemente, dandoci l'illusione di vedere quella persona per la prima volta, ma in realtà, inconsciamente la sua immagine viveva dentro di noi da tempo.

Lo stesso meccanismo interviene nella scelta dell'anima gemella. La ricerca di quest'ultima, è legata ad aspetti narcisistici sotto un duplice aspetto: cerchiamo ciò che è simile a noi stessi, o ciò che avremmo voluto essere.

Durano di più i grandi amori scattati all'improvviso o quelli nati lentamente, magari dall'amicizia?

Posso dire che i grandi amori nati sull'onda di una forte passione iniziale, durano se vengono seguiti da sentimenti
come impegno, lealtà, fiducia reciproca e tutto ciò che concorre a determinare una progettualità di coppia. Se non si innestano questi aspetti ogni grande amore, se non sorgono ostacoli e difficoltà che ne mantengono viva la passione, tende a sciogliersi come neve al sole.
amori che nascono lentamente possono contare maggiormente sulle componenti di lungo periodo sopraccitate, tendendo, quindi, a durare di più. La componente passione, seppur in misura minore rispetto ai grandi amori, dovrebbe comunque essere presente al fine di consolidare ancora di più la coppia, altrimenti potrebbe essere ricercata altrove: nel lavoro, in altri ambiti, ma soprattutto nel tradimento.

Fonte: Dott. Roberto Cavaliere