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IL COUNSELING
PER ABITARE LO SPAZIO

 

Quotidiani, riviste ed internet parlano di cocooning (da to cocoon = avvolgersi nel bozzolo), di nesting (da to nest = nidificare), di tam-tandem (la voglia di ospitare) come tendenze dell'abitare e propongono suggerimenti estrapolati da discipline orientali come il Feng-Shui e il Vastu o, addirittura, da pratiche sciamaniche come lo Space Clearing. A mio avviso, tutto questo rivela un grande interesse per la casa che si spinge ben oltre il desiderio di avere un ambiente ben arredato e piacevole. Credo che tutto ciò nasca da un bisogno più profondo, spesso non consapevole o mascherato.
La maggior parte delle persone si trova a dover scegliere la casa in cui vivere tra ciò che offre il mercato dell'edilizia e cioè appartamenti in quartieri con palazzine tutte uguali o simili, oppure, nella migliore delle ipotesi, villette a schiera identiche nell'ambito dello stesso lotto. Queste abitazioni anonime, spesso dissonanti con l'ambiente in cui sono inserite, diventano solo dei contenitori ed ecco, allora, che la casa si riempie di oggetti in cui ci si possa riconoscere: mobili conformati allo stile del momento, impianti tecnologici e digitali all'avanguardia, gadgets.
Altro fenomeno tipico di molti che vivono nelle grandi città è fuggire dalle proprie abitazioni nei fine settimana, o ad ogni possibilità di fare vacanza, rifugiandosi in agriturist sperando così di riacquistare la carica necessaria per andare avanti.
Abbiamo dunque bisogno di riconoscerci e di ritrovarci negli spazi che viviamo e abbiamo la necessità di ritemprarci in luoghi piacevoli.
Questa premessa credo sia importante per capire quanto siano fondanti, nella creazione della propria abitazione, due aspetti:
• aumentare la propria consapevolezza relativa all'ambiente in cui viviamo
• soddisfare il nostro bisogno profondo di identificazione e di espressione.
Noi viviamo in un ambiente e interagiamo con esso seguendo la nostra mappa sensoriale elaborata nel corso della vita sulla base di esperienze personali e di elementi culturali. Grazie ad essa esperiamo la luce, il colore, la forma, la fonicità e l'atmosfera, attributi che definiscono e qualificano lo spazio.
Ognuno di essi produce effetti specifici su di noi sia a livello fisico che psichico ed è proprio per questo che realizzare ambienti in cui vivere e lavorare non può essere ridotto ad una scelta stilistica. Un ambiente costruito in modo inappropriato genera alienazione, problemi di salute, malessere fisico, psichico e sociale,
Tutti i sensi hanno il loro ruolo nella percezione della qualità dell'ambiente, ed è importante considerarli e soddisfarli in modo integrato e non separato: la luce richiama il colore e il calore, la forma riconduce alla fonicità, all'atmosfera ed ancora alla luce, in un tutto armonico. Per avere ambienti che ci ritemprano, occorre ampliare la nostra mappa attraverso un processo di scoperta o di riappropriazione di sensazioni conosciute agli inizi della nostra storia e rimaste assopite per molto tempo, ma non dimenticate.
Accanto alla consapevolezza dell'ambiente occorre considerare un aspetto più profondo: essa costituisce per l'uomo l'espressione del Sé. La casa è uno spazio simbolico che cresce con noi, che rappresenta il nostro mondo interiore e diventa "lo specchio dell' anima".
Per questo motivo, il cambiamento che si verifica nel Sé spesso si traduce nell'esigenza di trasformare la propria abitazione, come altrettanto frequentemente l'esigenza di modificare l'ambiente esprime il bisogno di cambiare se stessi. Quante persone a seguito di una crisi decide di ridipingere la propria casa, cambiare i mobili o spostarli? Quante volte una situazione in cambiamento non ancora emersa ci porta a cambiare qualcosa all'esterno di noi dal look all'arredamento?
E' fondamentale arrivare a sentire ciò di cui abbiamo bisogno, depurandoci da idee e schemi preconfezionati dalle mode e indotti da paure, recuperando il contatto con le sensazioni corporee e le emozioni
Costruirsi casa è un processo creativo di espressione di sé, una nascita continua che porta all'integrazione ed è in questo percorso che applico il counseling.
Quando l'uomo e donna abitano un luogo, sia in un contesto privato che pubblico, evidenti sono le implicazioni relazionali. Pensiamo alle dinamiche familiari e di coppia che hanno come fulcro l'abitazione, o a quelle che nascono in spazi condivisi con altri come l'ufficio, le comunità, le aule scolastiche, il centro diurno... solo per citarne alcuni.
In questi contesti, colloqui e gruppi di counseling utilizzando strumenti espressivi, diventano funzionali alla creazione di un ambiente "buono e nutriente" per ognuno.
Non possiamo prescindere dallo spazio che abbiamo intorno: il counseling può aiutarci ad essere in contatto con l'ambiente per ottenerne nutrimento ed arrivare a viverlo pienamente, anziché limitarsi ad occuparlo.

 


A chi rivolgersi per avere informazioni:

Catia Menegucci - Centro Raziel Ancona

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